martedì 24 luglio 2007

martedì 17 luglio 2007

Nausea di Stato.


A ogni angolo mi devo ricordare perchè e perdove sto andando.

Una prova che non prova nulla.

Esame di Stato, così lo chiamano.

E qualcuno ci crede ancora.

Farò finta anche io, finchè potrò.

Dovrò fare seriamente attenzione a non ricaderci.

Macchinalmente attraverso incroci e urto persone, puntolini in movimento nel primo mattino inquinato.

A un certo punto ne vedo molti, tutti con libri in mano e facce corrucciate.

Poveri imbecilli!

Come vorrei essere ancorato alla superfice come loro!

Per un momento ci provo anche, parlo e faccio subito amicizia, la bionda che fuma è davvero carina, quandanche stupida.

Ma a un certo punto non regge più.

Qualcosa mi appare e non si gioca più, pollice.

Ci risiamo.

Una bella crisi in piena regola.

La bionda che fuma è bionda esistente che fuma, tutti qui intorno esistiamo e qualsiasi cosa esista è solo una variazione di essa .

Porta che apre e facce vecchie ingrugnite dovrebbero spaventarmi?

Perchè?

Perchè no?, mi dico.

Non attacca più, tutti diventano un brulicare di esistere in varie forme.

Stanza alta e blu esiste, uomini e donne esistono, gonne e gambe e seni e culi e sorrisi e perfavore e magrazie e rughe e capelli bianchi e andate di qua e il terrazzo e come ti chiami e cosa fai diventano un tutt'uno.

Esistono.

Non distinguo nemmeno la mia stessa esistenza.
Una pietra del balcone, un affresco, la vecchia che chiama e la poveraccia che suda potrebbero essere benissimo me stesso.

Non lo reggo più.

Qualsiasi cosa facessi sarebbe comunque solo una variazione.

Null'altro.

Che palle.

Qualcuno ha fatto il mio nome.

Per fortuna il mio compagno mi guarda e capisco di dovermi alzare.

Dovrò seguire questa vecchia porcacciona.

Nel corridoio la luce mi invade e penso che l'esistenza è esistenza anche al buio:che bisogno c' è di tutta questa luminaria?

Davanti a me delle persone sedute mi guardano con aria sussiegosa: ebbene?

Non hanno mai visto un granchio?

Dovrò pur dire qualcosa a questo vecchio bavoso che mi guarda con aria interrogativa.

Sorridono.

Evidentemente qualcosa è piaciuto loro.

Gli idioti!

Sapessero quanto poco è variato rispetto a prima!

Ridono e fanno segno di" si"con la testa.

Potrei fare qualsiasi cosa, anche il verso della gallina o cartare il porcellone che guarda le grosse tette della collega annoiata.

Qualsiasi.

Poi mi blocco.
Penso.

Ci devono essere dei ruoli, è così.

Io ho il ruolo di dire stronzate al vecchio bavoso che ha il ruolo di fare" si" con la testa, mentre il porcellone ha quello di occhieggiare le grazie della tettona, che null'altro ruolo ha avuto se non quello di esistere lì, a quell'ora.

Sono confuso.

Mi congedano con un sorriso.

Al mio rientro una stupida ochetta spaventata e sudaticcia mi chiede con aria preoccupata:

"Come è andata?"

"Nulla. Esistito."


mercoledì 11 luglio 2007

Raggio sacrilego.


Camminiamo lenti tra le sterpaglie rinsecchite.

Nei nostri occhi complicità e desiderio, fortissimo.

La strada è irta di buche e in salita, il tuo sguardo corre alla Torre.

Non immagini cosa celi quel muricciuolo diroccato oltre lo steccato, coperto di glicine.

Sopra il riposo Eterno ci assaporiamo nuovamente, in un rituale di perpetuazione.

La volta aperta ci bacia con un sorriso di sole pomeridiano.

Con lui si spegnerà il nostro abbraccio.

Sacrilego.

venerdì 6 luglio 2007

Beffarda.


Le tue nostalgie riempono di gioia il mio cuore.


La tua rabbia, la tua malinconia, è effluvio alle mie nari.


Nei gemiti che furono tuoi io affondo maschio il mio piacere.


Beffandomi del tuo dolore.