martedì 17 giugno 2008

Sergentmagiù, l'è rivà a la baita!


Mario Rigoni Stern ha finalmente raggiunto i suoi commilitoni persi qualche ora fa nella grande e bianca campagna russa.

Durante queste poche ore di vita, perchè poche sono davvero nel fluire dell'esistere, ha però avuto il tempo di regalarci bei libri.
Per completezza, li ricorderemo tutti:
Il sergente nella neve (1953)Il bosco degli urogalli (1962)Quota Albania (1971) Ritorno sul Don (1973)Storia diTönle(1978)Uomini, boschi e api (1980)L’anno della vittoria (1985)Un amore di confine (1986)Il libro degli animali (1990)Arboreo selvatico (1991)Compagno orsetto (1992)Aspettando l’alba (1994)Le stagioni di Giacomo (1995)Sentieri sotto la neve (1998)Il magico "Kolobok" e altri scritti (1999)Inverni lontani (1999)Tra due guerre e altre storie (2000)1915-1918 La guerra sugli Altipiani (2000)L'ultima partita a carte (2002)Storie dall'Altipiano (2003)L'Altipiano delle meraviglie con R. Costa (2004)Il sergente nella neve-Ritorno sul Don (2005)Aspettando l'alba e altri racconti (2005) .

Una produzione davvero prolifica, anche se il primo fra tutti, "Il sergente della neve", lascia per forza un brivido a chi lo legge.

Quella frase,"ghe riverè a la baita?" ripetuta con ossessione da uno dei suoi commilitoni,poi deceduto, rende bene l'angosciosa epopea che vedrà Mario salvarsi e tornare alla sua Asiago.

Me lo voglio immaginare così, da un altra parte.

Abbracciato e festeggiato da tanti suoi amici e compagni di sventura, come dopo una tormenta che tutto imbianca, per poi lasciare il cielo sereno e scevro dalle brutture che, inevitabili, mai mancano.

L'è rivà, sergentmagiù.

2 commenti:

philippine lotto result ha detto...

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Anonimo ha detto...

Caro Andrea,
sono stato ad Asiago e, alla fine della mia settimana di vacanza, ho pensato due cose: che i comuni e le frazioncine intorno ad Asiago, quelle sì, conservano un po' della vera storia dell'altipiano e delle vite che vi hanno vissuto. E che il bellissimo libro di Stern, "Le vite dell'Altopiano", mi ha regalato una Asiago più vera di quella plastificata delle vie trafficate che oggi la riempiono.