domenica 16 novembre 2014

Derelitta, bianchi S bis 1928


Dicono che di noi, dopo la morte, sopravviva l'anima.

Dagli oggetti, spesso, questa scompare a causa degli anni e dell'incuria dell'uomo.

Ciò accade più che mai per questa Bianchi S bis del 1928, che fu un tempo macchina meravigliosa e desiderabile.

La ruggine ha invaso tutto, probabili anni e anni di pioggia intense..

Il telaio ha preso una bella botta e pure la forcella pare ubriachella nel suo percorso.


l'archetto freno anteriore coi pistoncini piccoli sono stati barbaramente tranciati e hanno lasciato il posto ad un economico e comune archetto, che scorre su leveraggi saldati ad hoc.

Sopravvive un solo pistoncino, piccolo come di uso fino al 1930.



Manubrio del commercio e parafanghi orrendi anni 50.



Del carter manco più l'ombra..resta di buono la guarnitura e il  mozzo anteriore a 36 raggi Bianchi.



Che dire?



Difficile ma non impossibile il recupero di questa reliquia...il telaio danneggiato e l'infinità di parti mancanti rendono arduo il restauro, ma non demordo: più di una volta sul mio cammino altri relitti miracolosamente scampati al tempo hanno donato gli organi vitali per riesumare una sorella...

Al tempo l'ardua sentenza!

1 commento:

RestauraCicli ha detto...

bellissima sfida! attendiamo qualche aggiornamento :D