lunedì 6 giugno 2022

Scelte

Basta soffrì/ un ne posso più/,che è st'ansia/ ch' un m ' abbandona chiù?/dicon sia/ na bella allergia/ se'!/ N' allergia/a la vita mia/annamo dunque/ a daje paga' Er conto/ annamo ar fiume/ e famo no zompo/ un minuto, due,tre/ caro dolore, mancato ammore/ vienitene co mme'/ ah siggnori benestanti/ co milioni/manco tanti/ Er finale Nun ve piace? / comprateve n ammore/ la vera pace/ o zompate com me'/ ove tutto tace. (galeasso andrea)

martedì 18 gennaio 2022

Franzosa:Automoto 1910

Lo ammetto, con le estere non ho mai avuto chissà quali rapporti... Nazionalista ( su certi aspetti), ho sempre trovato giusto e sacrosanto preferire il prodotto italiano. Eppure..eppure.. Questa Automoto giaceva mesta e scopertonata in un annuncio, dotata però del suo faro a carburo. Automoto: tutto tranne una bicicletta, verrebbe a pensare dal nome! Impietosito, decido di portarla a casa e studiarmela un poco... La geometria è slanciata, il manubrio impone un'andatura eretta che conferisce stile ed eleganza alla ciclista più sparuta. Parliamo del restauro! La vernice,ancora presente, ha resistito agli oltre cento anni di intemperie, anche se la serie sterzo ...chiede pietà dopo i mille e mille scossoni... I cerchioni, come da migliore tradizione d'oltralpe, presentano la classica targhetta con inciso il nome del produttore.
All'anteriore mozzo enorme FN , al posteriore mozzo contropedale ( al limite dell'usura ). Siccome Totò recitava che "la prudenzia non è mai troppo", fu posto , forse più avanti, un pratico freno fascettato sempre alla ruota posteriore che compie ancora oggi il suo egregio dovere. Nel tempo uno dei parafanghi , probabilmente il posteriore,ha ceduto il posto ad un fratellino meno concio e ugualmente protettivo...
Manopole in legno con anello di fissaggio, campanello enorme e straordinariamente effice. In Italia questa sarebbe stata classificata a buon rigore come balloncina, montando ruote da furgone 26 3/4, molto comode. Ovviamente, da buon meccanico ciclista d'antan..non si butta nulla! Entrambi sono stati recuperati con tecniche antiche ..in modo da poter rullare ancora con qualche sano scossone anti addormentamento! Sicuramente non sarà la Automoto più completa e corretta della terra, ma come esperienza culturale e ciclistica credo sia valsa la pena studiarla e darle nuova vita.
E se la notte si farà buia...sotto col carburo!

domenica 19 dicembre 2021

A volte ritornano: Gloria mod. B 1936

 Per chi mi segue ed ha memoria buona, alla vista di questa Gloria ricorderà senz'altro il post di qualche anno fa.

Ero più giovane, correvo ancora sulla Tigra bruciando autovelox e inchiodavo per caricare bici arrugginite dai rigattieri.

Una di queste, era lei.

Affascinante nella sua polvere e nella sua ruggine che le conferivano una grazia tutta sua, mi ha tenuto compagnia per qualche anno nell'angolo della boita, ammiccando sorniona dal suo bel cipollone.

Ed io ogni volta a guardarla, dirle che si, c'era anche lei, l'avrei fatta passare sul banco chirurgico, avesse solo un po' di pazienza, perdio!

Poi, come sempre accade, un mattino me la ritrovai sempre lì, ma con uno sguardo diverso, quasi offeso.

Diamine, queste vecchiarde! Sanno ben loro come farsi prendere!

Mi ha fatto sudare e tribolare parecchio, questa Gloria. Tutto era arrugginito e bloccato, parafango posteriore sbrindellato e carter con elegante codino a cerniera...quasi tutto scollato!

Con calma e pazienza ho dovuto saldare ad ottone e ritrovare perizia nell'uso dei vecchi rivetti: alla moda vecchia, sia mai il contrario !, ogni cosa è andata al suo posto.

Quasi tutti i raggi erano corrosi dalla ruggine e con calma certosina, nei pomeriggi di afa e soffoco, ho provveduto a ri-raggiare i mozzi Gloria ad ingrassatore con settanta e due nuovi- vecchi  raggi .

Dovendo riverniciare il carter risaldato, ho optato per un lieve lifting che conservasse la vernice rimasta e che desse comunque una patina vissuta alla più che ottuagenaria.

Particolari esaltanti : freno interno anteriore, dadi col logo Gloria smaltato di gran lusso, e, udite! udite!, forcellino tipo corsa !

Provata su strada, ha superato l'esame alla grande, dimostrandosi snella e silenziosa, davvero molto filante.

A presto dunque per nuove avventure!




martedì 7 settembre 2021

Zona marrone: wolsit ballon 1937.


Sono anni che ho smesso di comprare blocchi di bici ( o blocchi di ruggine, secondo altre vedute). Eppure, eppure. Anni fa, quando un amico mi portò a casa una letterale camionata di ferrovecchio, c'era anche lei.


 Era tra le prime ad essere scaricate, le andò bene e le andò male. Bene perchè una bici, se entra nella mia corte, non ne esce. Male perchè ha atteso quasi due anni prima di essere liberata dalla morsa delle sorelle che le stavano davanti. Ubi maior minor cessat!! 


Quando la studiai, nei pochi istanti dello scarico, avevo già capito tutto. Coperta di guano e di paglia e di polvere, sembrava la classica carcassa da discarica, marrone di ruggine. Il mio occhio ormai incallito, aveva radiografato quelle tracce di vernice e quella completezza che, lavorando di fino e di mano, faranno poi del rottame un piacevole conservato. E così fu, credo. Sul parafango alcune tracce di bianco dicevano ancora coprifuoco e guerra. 


La gemma bugnata era solo da raddrizzare e sotto poche spazzolate compariva il marchio Wolsit dovunque...persino sulle gomme dei pedali! Bici usata pochissimo! Di certo fu utilizzata come bici da trasporto..per comodità ho tolto il pesante portapacchi , che le dava un'aria poco aggraziata , mantenendo la tela sul manubrio messa mille anni fa a mò di protezione.


 I copertoni ballon, devastati dall'acqua e dal tempo, sono stati sostituiti da cugini egualmente vetusti ma meglio conservati. Le ho regalato un impianto luce a cipolla, credo lo meritasse. " Ed ora quando mi porti a passeggio?" "Prestissimo, anzi. Subito. Coprifuoco  permettendo.."

giovedì 19 agosto 2021

Prina di agosto


 Nulla. Io e le Prina abbiamo un legame indissolubile, ricorsivo.Succede così che al consueto mercatino cebano di ferragosto sia con la famigliola al mercatino che tanto amo.Bici non ne voglio comperare, ma gli attrezzi per smontare eventuali acquisti, ci sono. Passeggia, passeggia, sul ponte mi imbatto in una sequela di vecchie scassone insieme alla bellemeglio.



Le guardo distratto,robetta penso. 

Ma ecco che tra le solite bacchette uno stemma attira la mia attenzione! Savoiarda! Rimaneggiata ma integra nelle parti che contano,con su due bei siamt corsa giroruota. I parafanghi in alluminio in quattro pezzi mi mozzano il respiro, così come il manubriaccio moderno e l' orrendo filetto stickers  che la adorna...sparito il cambio simplex, sparito il magnifico leve rovesce che rimetterò su...sparito il carter in alluminio...con calma tornerà splendida, rullante, una vera savoiarda!!A presto per il dopo lifting!

mercoledì 23 giugno 2021

Grazie,Graziella e......

 


In molti mi chiedono perché non abbia più pubblicato nulla, rispetto alle bici. Mi chiedono se sia ancora appassionato, se non abbia cambiato interesse....robe così.Ebbene no, non è cambiato nulla, quasi nulla. Preso da fatiche letterarie inesauste che mi hanno portato a stendere due libri in contemporanea, non ho mai smesso davvero di cercare e restaurare bici. Sono cambiati i ritmi, sono cambiati i tempi. Le passioni sono a volte messe alla prova e quando queste vengono abbandonate, di fronte alla prova del fuoco di tempi duri per l' anima o il portafogli, nessuno può biasimare nulla a nessuno. Nel mio caso ho volutamente lasciato raffreddare la fiamma sotto braci innocue, mentite spoglie di un nulla che non c'è. Ben se ne sono accorti i soliti amici quando, ad un recente mercatino, ho adottato senza troppo contrattare questa bestiola arrugginita che ancora mancava alla collezione. Numero bassi, sotto i diecimila, completamente originale in tutta la sua solidità portata con rugginosa dignità.

Analizzandola nella pace della boita domestica, mi sono chiesto se non fosse meglio scambiarla, cederla.Edotto della notizia, mio figlio seienne mi ha redarguito con le peggio parole, adducendo che una Graziella, di quel modello, ancora mancava in collezione. Ecco, pur non pretendendo che i figli seguano per forza le passioni genitoriali, mi son sentito bene e a posto, amando ancora di più questa follia che mi  ha portato ad accumulare le tonnellate di ruggine e gomma che sono i miei garage .La pausa letteraria estiva porterà nuovi lavori ciclistici e state ben certi che ne scriverò  su, nel bene e nel male. In risposta a chi mi chiede se la passione sia finita, se voglia cedere le mie bici....sia per loro bonaria risposta questo titolo.


martedì 16 marzo 2021

I volti del diavolo

Con grande orgoglio prsento la mia ultima fatica letteraria! Dopo Casa del Diavolo, ritorna la saga di Luigi Branda e del suo Barolo americano....ben condita da gangster e pistole! Per chi fosse interessato ad averne una copia, mi contatti pure al telefono 3932880990 Grazie e buona lettura!!