Visualizzazione post con etichetta pensiero di restauro.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pensiero di restauro.. Mostra tutti i post

domenica 24 maggio 2026

Demm: disagio e malattia mentale?

Oggi ho portato a casa l'ennesimo carciofo: demm turismo 1958/59. preso per poco , preso per ricambi...vuoi mica metterti a rendere decente un mezzo cosi? Questo mi dice il proprietario , mentre lo smonto serafico sotto un ciliegio vecchissimo." Era di un signore molto buono, girava per campi...e' mancato dal barbiere, pensa te..". Intanto la mente gira gira gira ed a casa guardo la vernice che resta, il blu posticcio ormai fattosi simbiotico col tutto. Il motore sembra un blocco di cemento. Sembra,appunto.Smonto il carter, l'albero ha gioco.Via la testa ,ed ecco che la mia è partita, nel vedere il pistone sfilarsi con poco.Scintilla, debole. Il serbatoio è sanissimo internamente...ed è fatta: l'ennesimo recupero per...ricambi ,fattosi l'ennesimo mezzo in attesa di restauro... Ragiono. Dovrei fare come certi commercianti,prendere smontare canibalizzare,infischiarsene altamente di storie e sentimenti. Eppure fila cosi, e me lo vedo col suo fanale pendulo ed il parafango scodinzolando, a dirmi...grazie, non farmi finire male...Pensieri,solo pensieri .Ed emozioni,che credo siano alla base di ogni recupero, restauro e collezione. Che vanno benissimo fino ad un certo punto, oltre ...si scivola nel disagio e nella malattia mentale!

sabato 20 dicembre 2014

aZZurrina, Bianchi Z 1930

"....a giocare col nero, perdi sempre.."

F. De Andrè, "Le storie di ieri"




Nel castello di Montebello pare esista il fantasma di una bambina dal nome Azzurrina.
Anche i più scettici affermano d averne udito la flebile voce.
Tornando a più umane faccende, voglio narrarvi invece la storia di un'altra azzurrina, fatta però di ferro e gomma e non di ectoplasmico etere.
Fu dopo una cena allegra ed un poco alcolica che l'amico mi disse di avere nel cofano i resti di una Touring balloncina.
"Mi servono i parafanghi!" dissi.
"Prendo il fanale ed è tua, se la vuoi...."
Aperto il cofano la povera era riversa col parafango posteriore barbaramente piegato .
Pistoncini piccoli zigrinati.
Carter stranissimo.

I parafanghi , era notte e quel goccio di alcool non aiutava, parevano quelli di una Sabina, ma poco più larghi.
"Con due martellatine-mi dissi- li adatto alla mia Z!"
Detto fatto, scaricammo il rottame sempre a gambe all'aria e ci avviammo al meritato sonno.
Quella notte non dormii.
Quel carter.
Quel disco cromato.
Che fosse poi lei?

Le prime luci dell'alba mi videro girare il cadavere nelle nebbioline langhette per scoprire qualcosa che in cuor mio già sapevo.
Patacchino Bianchi smaltato aquila ( che Dio sia sempre più Lodato!)
Pedivelle Bianchi corsivo.
Carter stranissimo, mai visto: e te credo! è di una Zeta!
Fulmineo pulisco l'ancor nichelato movimento centrale: 1930!
Mozzo anteriore giusto, il posteriore....ho dovuto aggiungerlo io prelevandolo dal rudere della mia storicissima zeta in perenne attesa dei parafanghi e di un carter.

Ubi maior minor cessat!

A questo punto nasceva un dilemma: riverniciare o conservare?
Sotto l'azzurrino, dato verosimilmente subito dopo la guerra, le nichelature al carter ed ai parafanghi comparivano: flebili, ma esistevano ancora.
Più sotto, solo il rosso dell'antiruggine.


Me la sono immaginata con i due copertoni bianchi a ballonetto che tenevo da parte da anni per la sorella Z incompleta.
Perché no, mi dissi.
Perché si, pensai.
Detto fatto.
Una smontata, una lucidata, una drizzata al povero parafango posteriore.
Il portapacchi con corda in canapa era già su, perché levarlo?

Anche la gemma Autarchia è un segno dei tempi.
Studiando il carter capisco perché così poco successo abbia riscosso: debole, fragile, scollato come quelli Dei.
Al confronto quelli delle Real sembrano fatti di acciaio inox!
Sostituito il cerchio posteriore, raggiato su mozzo Bianchi datato 1931 , e montato un bell'impianto luce  Radsonne coevo, decido per una sella in cuoio come da catalogo.
I pedali andrebbero a trombetta, tipici delle Bianchi lusso del periodo ma, ahimè, l'orto soltanto uno ne offre e non credo che seminandolo crescerebbe a primavera fruttificandone altri.
Pace.
Supplisco alla mancanza della parte terminale del parafango anteriore con un bel paraspruzzo in crine di cavallo:

Monto due generici pedali a 6 gomme anni 30 e attendo che qualche trombetta capiti sul mio sentiero!


Proviamola!


Alla guida la comodità è stupefacente.
Il manubrio bianchi anni 30, nichelato. ha una posizione differente dai manubri bianchi dal 1933 in poi.
Più piegato, stretto, quasi sportivo.

Le gomme ballon scorrono leste e dalla guida la forcella a zanna con testa cromata si slancia a mordere la strada.
L'appoggio, la guardo.
Non sarà la Bianchi Zeta più perfetta del mondo, però è lei.
Azzurrina, unica.
Con la gioia gratuita di tutte le cose belle e rare  successe per caso nella vita.