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mercoledì 3 marzo 2010

è oggi il tempo.(riordini preprimaverili)


è oggi il tempo di terribili e dovute pause, dove il tempo lascia che ciascuno sia ciò per cui è.
è oggi il tempo di accorgersi, bene e molto, di ciò che si è stati e ciò che si è amato a lungo, senza pur accorgersene.
Le idee, i ferri, i grandi amori urlati e poco goduti, oggi reclamano lo spazio per esistere sereni, l'uno accanto all'altro.
Il vento cala un poco e le nubi si diradano leste dal mare dei desiderii infiniti inappagati, che oggi si sopiscono in modo lieve e tenuo, quel tanto che basta per un barlume di luce.
Fioco tutto si dipana e la dimensione irriducibile più intima risuona d'incanto , la polvere della routine che ammantava ciò che di bello già c'era finalmente s'alza, , la luce del tempo Calmo a poco a poco a poco avanza e invade questa grande stanza ingombra, dove tutto ride ballando di gioia.
Ogni cosa ha diritto e pieno potere di essere e dire ciò che deve:
Il sorriso di lei qualche ora fa il riso del bambino di ieri il grazie di quell'anziano dagli occhi blu il giro in bici di domenica che manco riuscivo a prenderla ,la tirata tra gli alberi il primo sole, quella risata genuina che tra poco giungerà molto attesa.
Riordinate sostanze, antiquate vicende, preoccupate faccende.

mercoledì 7 novembre 2007

Ciclobacchetta e..esistenzialismo.


L'altro giorno un passante mi vede tutto indaffarato a smontare una vecchia bici Wolsit del '23, e mi guarda con aria di commiserazione.

Avesse potuto mi portava dal primo concessionario e mi comperava una bici nuova, pur di non assistere a quel lavoro disumano.

Mi guarda e mi chiede:

"Ma perchè sta tutte le mattine al freddo a trafficare con quegli arnesi?Li rivende?Ci guadagna, almeno?"

E io a rispondergli che no, non ci guadagno, anzi!, lo faccio per passione e per nessun altro motivo.

Il passante annuisce con la solita commiserazione, e se ne va.

Ma non se ne va in me l'Idea.

Appunto: perchè?

L'idea della passione non attacca più in me da anni.

E si che ne ho messa e ne metto tanta, ancora, ma non basta più.

Allora mollo un attimo la Wolsit e salgo a leggere qualcosa.

Ecco cosa dice il mio amico Sartre, in un passo dell'"Essere e il nulla":


"Gli oggetti che costituiscono il mondo sono dunque in-sé. Essi mi sono "trascendenti". In sé non hanno significato, né carattere né proprietà. Ne acquistano quando diventano "per me", quando si presentano come "fenomeno" alla mia coscienza. È per la mia coscienza ch'essi acquistano un senso, un'intelligibilità; per essa vengono all'esistenza. E il loro "esser per me" si risolve nell'essere "miei utensili", strumenti del mio progetto esistenziale, delle mie scelte, della mia libertà. Utensili senza una funzione propria, specifica; infatti possono assumere molteplici funzioni proprio in relazione al mio progetto"


In altre parole, per il Mondo di quel signore commiserante, le mie biciclette non hanno alcun senso, se non come pezzi di ferro da rivendere al ferrattiere.

Nel mio, e se Dio vuole anche in quello di qualche malato par mio, ne hanno eccome.

Ne hanno in quanto scelta di mia libera volontà di autoderminazione, di barriera alle mie angosce esistenziali, di scelta umanitaria di rimembranza e di salvataggio del Passato che sfugge.

Dando un senso al mio Presente.

Senza contare le quattro chiacchere commiserevoli dei passanti.

Umanitarie anch'esse, nel limiti del possibile.