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giovedì 19 settembre 2019
Vola l'estate
Stamattina , in macchina, volava una zanzara.
In tempi recenti l'avrei schiacciata senza remore, rischiando l'incidente e sperticandomi in voli acrobatici.
Oggi, cielo plumbeo , maglioncino a collo alto, un autunno sempre più immanente, ho desistito.
Ho frenato ed ho aperto il finestrino.
Ho dato due bracciate perché, sospinta dalla folata, uscisse illesa.
L'ho vista uscire, credo poco consapevole della grazia ricevuta.
Volava verso la campagna, lontano tra le nebbie .
Vola l'estate, ho pensato.
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mercoledì 18 ottobre 2017
Bacchettata di Autunno, Bra Sabato 28 Ottobre
Poco da dire, molto da pedalare.
Da quattro chiacchiere ..... di quattro amici è nata l'idea di una pedalata tra le tinte vive e rosseggianti della campagna braidese.
Dopo qualche anno, si ripercorrerà il classicissimo percorso della prima vera bacchettata, nel pianoro delle graziose stradine campestri braidesi.
Rustiche abitudini come sempre: chi vuol venire ..mi scriva alla mail a.galeasso@libero.it e ....porti del cibo da condividere per il pranzo in terrazza !
Al pomeriggio, se vorremo..una bella gita alla mia collezione langarola.
Non vi aspetto numerosi perché il preavviso è poco....ma vi aspetto comunque!
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sabato 5 maggio 2007
Nebbiamica
Stamattina mi son svegliato presto per perdermi.Sissignori, nesun errore di battitura: non radermi, prendermi, o robe così. PERDERMI.Letto bene?Queste nebbie di fine autunno, nella campagna pianeggiante a un tiro di bicicletta da casa mia sono proprio quello che Dio fece, quando si ha voglia di staccare un cinque dieci minuti dal Mondo.Mica serve per forza andare a sballlarsi in discoteca o ubriacarsi fradicio.Per carità, anche.Però quell'impalpabile acquolina a mezz'aria, con quell'odore penetrante della campagna che dorme, in un mattino di prodromo all'inverno, mi riuscì sempre amico e complice.Come quella volta che l'università mi sembrava la cosa più stupida mai inventata, il chiudersi insieme a tanti altri poveri individui nella loro singolarità costretta all'impostura presenza per il dovere di una firma.Una firma!Ma se la tengano la firma, pensai un mattino come questo e tanti altri, si tengano i Signori le loro Mondanità, io mi regalo un cinque minuti di Infinito.Vi pare poco?Non ci vuole molto a lasciare la bicicletta e appoggiarla ad un albero amico e inziare ad incespicare sulla terra cemento che l'umido e il freddo avvolge come un cappotto, e iniziare anche a non pensare molto.Poi c'è il Silenzio.Voi magari state in campagna aperta, come quella fidanzata che abitava infrattata in mezzo ai lupi, in un posto a cui la notte donava un' aria complice e misteriosa, almeno ai miei occhi di cittadino borghesuccio, e la faccenda del silenzio può dirvi e non dirvi.L'unico rumore che si sentiva in quella casa umida che sapeva di mela era il fracassarsi di un qualche ramo del boschetto vicino, o le rane al fiumiciattolo più in basso, oltre la riva delle Pesche.Il Silenzio sa anche un po' di morte.Il rumore è vita, agitazione, frenesia, un buon divertissment pascaliano per dimenticare quello che realmente siamo e saremo.La nostra condizione più autentica, insomma.Dimenticarlo è peccato.Apposta appena posso mi perdo con la complicità del freddoumido.Perchè so sempre troppo di me, l'iperstimolazione del mondo mi confonde, mi blandisce, mi lusinga e mi ammalia, beffarda.Mi confondo in essa convinto di far parte di un bel meccanismo oliato e funzionante, ma , Signori miei, è tutta illusione, tutta questa finitezza porta a dimenticare che esiste anche una dimensione non così finita, senza troppi ostacoli, che fa parte di quella assurda realtà che è l'infinitezza Universale.Ma ecco che un piede in fallo e l'improvviso istinto di autoconservazione- il pensiero!il pensiero!- mi salvano da morte certa per annegamento, o perlomeno congelamento, nella bealera sotto il mio naso arrossato.L'Infinito non sempre è cosa da uomini...
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