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domenica 6 luglio 2014

legnano CICLO DIVA, questa sconosciuta!


Avevo già presentato questa bicicletta anni fa, quando la ritrovai.

Solo ora, in occasione di un bello smontaggio e una lucidatura , la ripropongo vista la sua rarità ( è l’unica mai vista sinora!)


Su alcuni cataloghi Legnano anni 20 , tra le varie sottomarche presenti ( Aura, Athena, Wolsit, Perla) compare anche la Ciclo Diva.

Questo esemplare, del 1947 circa ( data desunta dal Numero di telaio) presenta alcune caratteristiche curiose ed inconsuete, a cominciare dal colore.

Questo marrone , un po’cacofonico a parer mio, è stato dato davvero ovunque, e non sicuramente a pennello ma in fabbrica: di esso sono ricoperte la staffa portadinamo, il telaio della sella e  le aste parafanghi .


Il tutto è ingentilito da graziosi filetti bianchi che corrono anche lungo l’esigua striscia cromata dei parafanghi.

Tutto è marcato Legnano : mozzi, pedivelle, manubrio…ma le decals sono..Ciclo Diva!


Un po’ come fece la Bianchi con la linea Tebro..

Sinceramente non so se pensare ad una bici legnano assemblata in fabbrica nel dopoguerra con…cosa capitava e personalizzata con decals fondo di magazzino.
Impreziosisce il tutto una bella serie di puntali a coppale come si usava allora.


Il lavoro è troppo ben fatto e anche se gli artigiani all’epoca lavoravano benissimo, riscontro nel lavoro una precisione da grande industria.


Peccato non averne mai vista un’altra per confrontarla!

Resta pertanto una testimonianza della varietà delle varie sottomarche meno diffuse : sicuramente il colore non avrà contribuito alla sua diffusione!


mercoledì 8 luglio 2009

La diva


Il color cacchetta appena fatta, certo non le dona assai.
però è originale.
Come i filettini bianchi che corrono dappertutto.
Proprio a causa del colore si è potuta mimetizzare per decenni in un anfratto di qualche pollaio , custodita amorevolmente da galline e galletti, in un tripudio di penne e pula.
Anno 1938,il dado serramanubrio canta ancora forte, freno posteriore interno, a prima vista apparirebbe una Legnano un po' rimaneggiata.
Invece il colore ancora lustro e i filetti, nonchè le decals sbiadite "ciclo Diva" riportano all'anteguerra e al gruppo EMilio Bozzi che deteneva appunto la Legnano, Wolsit e Ciclo Diva.
I pedalini a 6 gommini han senz'altro visto la caduta del governo fascista, insieme ai catarifrangenti applicati che la notte parlano più di tante starnazzanti televisioni.
Alluminio nell'impianto Dansi, rigorosamente Autarchico come suggerisce la didascalia sul bordo del posteriore..
Portata a casa dopo una trattativa serratissima (guai a non mercandare, porta malissimo), una gonfiata alle gomme e via!!pronta per il D dei, a cui ha partecipato senza colpo ferire.
Mancanza di tempo, il piacere del conservato autentico, pigrizia pura, scegliete voi: la pula dai raggi ancora non l'ho tolta...