
Davvero secoli son passati , da quando il bisnonno costruì questa cantina rubando al tufo e ai gessi lamorresi spazio per maturare i vini pregiati.
Alchimie e misteri celati a tutti, condivisi solo dai muri incrostati e dalla vacua lampadina,che non volle svelare nemmeno al figlio, anche lui impallinato di vini e sapori.
Ancora due "carrere"sono negli angoli e nessuno avrà mai il coraggio di spostarli.
Tra i ragni e la terra smossa dai topi io trascorsi l'infanzia, giocando con antiche damigiane e etichette consunte dall'umido.
Si rspirava voglia e desiderio, nell'aria bagnaticcia e piacevole.
All'antro s' accede tramite una scala ripida, oppure dal garage , tramite due scalinacci impervi e terricciosi.
Dopo anni di vuoto è tornata a riempirsi di passione, di volontà, di ruggine.
Ogni tanto l'acqua bagna i cerchioni e il pavimento, ma non dispiace molto.
Un colpo di spazzola e tutto si metterà a posto.
D'estate è bello ridare vita e lucentezza alle vecchie bacchette tra una chiacchera e l'altra, un sorso e l'altro.
Invito pertanto tutti i cicloappassionati d'altri tempi a fare una scappata e magari una bevuta, appena il tempo lo consente.
Non mi sento troppo solo: ier l'altro ho scorto un ombra furtiva guardare lesto una bicicletta e poi scomparire d'impeto.
Giurerei che c'era un sorriso su quel volto etereo..