lunedì 1 febbraio 2010

Bacchettata di primavera



La neve ristagna ancora fredda sull'asfalto quando emozionato tiro fuori dall'opificio il novantenne ferro milanese.
Dopo un ritrovamento casuale e una caccia veloce ma estenuante, ha richiesto sei mesi buoni di lavoro alacre e intenso per riportarla all'apparire di cui sopra.
Ottantasette anni son molti per tutti, ma se metti un paio di 3/8 buoni e olii a dovere, lei ti porta in giro con la malizia della ventenne, a patto di saperla cavalcare..
Alta, nera, unta.
Non è una modella brasiliana, anche se ogni volta che la guardo, un pochetto mi emoziono.
Solo il manubrio, un roller anni 20, tradisce la linea originaria, purtoppo al Lidl più vicino hanno finito da tempo i ricambi per le Bianchi S anni 20..
Aspettando che le arie si allarghino comincio i primi timidi approcci di affiatamento, necessario l'11 Aprile alla Terza Bacchettata braidese..
Come sempre, un bel percorso e buona compagnia, farcito da adeguata ricompensa Enogastronomica.
I vecchi amici son già stati avvertiti, bene accetti novizi e simpatizzanti della bici d'epoca e a bacchetta.
Corsaioli!Bacchettari!Ciclisti!
Convergete a Bra con adeguata cavalcatura bisunta!
Divertimento e spirito d'avventura garantiti e assicurati!
Per ogni informazione scrivetemi qui o a a.galeasso@libero.it
Vi aspetto numerosi!

domenica 10 gennaio 2010

Gloria!Gloria!In excelsis DEI...


"Si si, uno di questi giorni la tiro giù, passa domani.."
E gli anni volavano.
Dopo almeno 6 anni di continue e subissanti richieste al Maestro Bernardo, la Gloria è infine scesa dalla rastrelliera in cantina .
Era di un ferroviere ( come quasi tutte le bici del buon bernardo..), che, passato al Garellino, la diede dentro per una più pratica Graziella.
"L'era na bici curiusa, l'hai tenila per ricord..ma sè, piila tì, almenu la rangi n'poc..."(Per i non piemontesi: era una bici curiosa, l'ho tenuta per ricordo..prendila tu, almeno la aggiusti un poco.."
Un mese di lavoro serale e domenicale(ovviamente in casa accanto al fuoco), e rieccola.
Cerchi e raggi nuovi, oliata alle ganasce inchiodate e via!
Leggera, snella, filante, con quella comodità delle bici R che mai guasta.
Che sia un modello Garibaldina, non lo so, e mi rimetto ai più esperti.
I fregi cromati sul cannotto ci sono, ma un poco diversi rispetto a quelli visti su altri modelli del genere.
Il mio regalo di Natale.
La soluzione all'indovinello.
Senza vanagloria.

giovedì 7 gennaio 2010

Indovina Indovinello...


Ogni volta sempre la stessa storia: ecco qua la bici, ecco i particolari, ecco la storia..etc..
Ma no!
Stavolta tocca a voi indovinare il mio ultimo ritrovamento, già ripristinato e on the road..
Perciò, se non abitate nei miei pressi, non avrete avuto occasione di ammirarla in tutta la sua splendida sessuagenaria forma (e sostanza)..
Spremetevi le meningi, ciclobacchettappassionati!
Eccovi i dati somatici: milanesissima, freni a bacchetta di cui l'anteriore interno, terminali a cantilever (ganasce).
Cerchi Sport da 28 pollici, carter a mezza pistola e per finire..decorazioni cromate a forma di giglio dal cannotto di sterzo.
Ci siete ??
No?
Bene, per i neofiti dirò che lo Sciur che la costruì rispondeva al nome di Alfredo, la cui iniziale il bel logo smaltato riporta orgogliosa nel Marchio..
Ricco premio a chi indovina!
La soluzione arriverà con la foto ..tra qualche giorno!

martedì 29 dicembre 2009

Auguri (e figli maschi)


L'anno nuovo è ormai alle porte, si tirano le somme e si fanno i bilanci del conto passione /portamonete, ovviamente correlati in maniera inversamente proprzionale.
Come per tanti altri amici è stato un anno appassionante, ricco di scoperte, restauri, nuovi amici e conoscenza.
L'ultimo carciofetto arrivato, un povero Demm 48 del '57, modello Sport, sembra implorare un anno meno ricco di umidità e pioggia, che sarebbero fatali all'ultimo millesimo di ferro buono rimasto..
Proprio insieme a lui, con le altre centinaia di biciclette e moto che tutti abbiamo, o che ancora restano da scoprire nel buio di qualche cantina, colgo l'occasione di augurare un 2010 altrettanto ricco e bello, e , perchè no?, tanti figli maschi continuatori della passione che ci accomuna.
Per quel che mi riguarda , abbisognerei almeno di una squadretta , per finire in tempo utile i lavori in sospeso..
A tutti voi, buon anno e grazie per la compagnia e le informazioni scambiate.
E...occhio alle intossicazioni da ruggine: in questi giorni di galaverna, il rischio di lasciare le penne nella boita, è sempre alto!

lunedì 14 dicembre 2009

Maino 1953: in vendita o scambio!


In genere non uso questo spazio per annunci o similia.
Ma questa maino merita anche un po' di luce, per la sua storia.
E siccome decido di separarmene poichè tutto non si può tenere, voglio prima parlarne un attimo qui.
Il vecchio proprietario mi dice 1953 l'anno di acquisto, quando nacque la sua unica figlia.
Da allora è sempre stata tenuta "come un bombone" e usata anche dalla moglie per andare al mercato, quando non veniva usata per andare alla CMB, vecchia fabbrica Braidese poi fallita.
Me lo ricordo da bambino , Giuàn, passare col toni (tuta da lavoro qui in Piemonte)e la merenda sul portapacchi, sfrecciando tra le auto al lavoro.
Le gambe non ci sono quasi più ora, e la bici da qualche anno reclama uso.
Uso che i miei mille impegni non mi permettono , ma che auguro a qualcheduno amante del Marchio alessandrino.
Tutta come in origine, mozzi, pedivelle , tutto marcato Maino.
Solo la sella è stata sostuita, quando quella vecchia "perdeva i tòc".
Ripulita e ingrassata a dovere, fila come una sposa.
Se interessa, o se volete barattarla con altre bici, scrivetemi alla mia mail a.galeasso@libero.it
Con l'augurio, mio e di Giuàn, che torni a rullare presto da qualche parte.

lunedì 30 novembre 2009

Nosografia


Un fugace scambio di battute sul post precedente , mi porta a riflettere ancora una volta sul perchè del collezionismo, in questo caso di biciclette.
L'amico mi diceva di collezionisti con bici e bici ammassate su cui nessuno probabilmente metterà le mani.
Io sono tra questi, anche se sulle mie, le mani, le ho messe.
Su tutte.
E ce le metterò, in futuro.
E le userò.
E troveranno degna locazione, forse museale, se la vita me lo concederà.
Concordo appieno sul concetto di patologia: c'è del malato, nosograficamente parlando, nel raccogliere con una certa ostinazione e sistematicità, oggetti che differiscono tra loro per minime variazioni.
Di bici, in teoria ne basta una.
Al massimo due, se anche la moglie viene con noi.
Io mi trovo ad averne quasi 200.
Oltre a quasi altrettante motociclette.
Scrissi qualche tempo fa la mia considerazione esistenzialista sulla faccenda (è il mio credo).
Oggi posso aggiungere, oltre a ciò, la questione didattica.
Per me un oggetto, oltre all'indubbio lato pratico, rappresenta una forma di investimento didattico .
Quando iniziai a raccogliere bici, non sapevo alla perfezione ciò che raccoglievo, ma lo mettevo da parte, in attesa di documentazione, o altri modelli per raffronto.
Avendo ora di alcuni modelli la collezione completa, posso riflettere sulla storia di una Casa, le modifiche a cui son state sottoposte nel tempo.
Questo è ciò che io chiamo cultura.
Se poi tutto ciò si può trasformare in un investimento di moneta, tanto meglio!
è quando vale solo l'ultima cosa che il collezionare perde importanza.
La mia smania la definirei quindi in senso lato possessiva: bramo possedere cultura, condividerla(le foto su flikr, questi post..).
Condivido la necessità di manutenzione , mai detto il contrario.
Ma lavorando da mane a sera su questioni altre che riguardano l'umana sfera , trovo appena il tempo per l'ordinaria manutenzione, che comunque mi porta alla fine a poter utilizzare tutte le mie creaturine , con una certa sicurezza.
Verissimo, la ruggine va combattuta, sempre.
Anche se io la vivo maggiormente come un plusvalore, quando minima, che il tempo e la Storia hanno posato perchè quell'oggetto ci dicesse: io ho vissuto.
E che in taluni casi trovo delittuoso distruggere a suon di sabbiature, ferox, vernici e chi più ne ha più ne metta.
Ma qui la parola si perda, e faccia luogo a un salutare suon di spazzola e stridor di viti...

martedì 24 novembre 2009

Per gioco.



Tutto ciò che faccio di bello nella vita, come spero anche voialtri, lo faccio in genere per divertimento e per gioco.
Il mio mestiere di Psicologo, lo scrivere, il raccogliere e restaurare bici .
Se non provo almeno un briciolo di divertimento, passo .
Ora succede che a volte il demone del gioco prenda nei momenti più disparati e nei casi più bizzarri.
Mettete una Legnano priva degli orpelli Legnano, come carter, mozzi, pedivelle etc, ridotta allo stato di rottame.
Mettetele anche un manubrio bello stortignaccolo da raddrizzare.
Mettete il cassetto dei ricambi Legnano bello imballato, con tanto di fanale posteriore marcato e carter a mezza pistola aperto.
Mettete tutto questo insieme ed ecco la madamina in foto qui sopra.
Tocco finale , lo splendido stemma di ottone sul cannotto di sterzo e una coppia dinamo faro marcati Aprilia.
Modesto valore storico, alto di uso(fila che è una meraviglia).
Ma volete mettere la soddisfazione di averne salvata un'altra?
Per gioco, ovviamente.